Dal 1951 basi militari Usa in Italia con armi nucleari


Con circa 120 installazioni di diversa natura e gestione presenti sul territorio, l’Italia è uno dei Paesi con la concentrazione più alta di strutture militari americane in tutta Europa. Le basi americane in Italia sono state installate a partire dal 1951 grazie a una serie di accordi bilaterali tra Roma e Washington, con cui l’Italia ha concesso alle forze armate Usa il suo territorio. Formalmente le basi rientrano all’interno della sovranità italiana, mentre agli Stati Uniti spetta il controllo operativo. I militari americani sul territorio italiano sono circa 13 mila, impegnati in servizi di logistica, intelligence, unità operative e comando. Le tipologie si dividono in basi Nato gestite dall’alleanza, basi italiane messe a disposizione della Nato e basi a comando condiviso tra Italia, Stati Uniti e Nato. Le basi Nato sono quelle di Aviano in Friuli, Sigonella in Sicilia, Caserma Ederle e Base Del Din in Veneto, Camp Darby in Toscana, la Naval Support Activity in Campania e Lazio e Ghedi in Lombardia. La base forse più nota è quella di Sigonella, definita la portaerei del Mediterraneo, teatro nel 1985 dello scontro tra il governo Craxi e l’amministrazione Reagan durante la crisi dell’Achille Lauro. Sigonella è una base mista, sotto controllo italiano ma utilizzata dalla Marina e dall’Aeronautica americana, e ospita droni MQ-9 Reaper e velivoli EP-3.