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Duplicazione delle poltrone, miracoli calabri
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Altro che moltiplicazione dei pani e dei pesci, i miracoli che si fanno in terra di Calabria hanno una marcia in più. Da queste parti si fanno lievitare le “poltrone”. E sono tante, ma davvero tante e sempre di più. E naturalmente tutte lautamente retribuite. E allora capita che dopo l’allargamento della Giunta regionale, portata da 7 a 9 assessori, il governo regionale del Presidente Roberto Occhiuto pensa anche che sia il caso di regalarsi due sottosegretari alla Presidenza. Cosa faranno? Di cosa si occuperanno? Come cambieranno la vita dei calabresi? Mah, da quanto si riesce a capire queste due nuove figure non hanno compiti specifici o particolari. E quindi? Beh, possono partecipare alle sedute della Giunta, ma hanno solo un ruolo consultivo, dunque non hanno diritto di voto. Detto ciò, quanto è invece molto chiaro è il loro trattamento economico. Ecco, per ognuno dei sottosegretari il “quibus” è di 15mila euro. Mica quisquilie, direbbe il grande Totò. La figura dei sottosegretari ...
La Fenice, dopo la cacciata replica Venezi
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La direttrice d’orchestra Beatrice Venezi , dopo che la fondazione Teatro La Fenice di Venezia ha annunciato di aver annullato tutte le “collaborazioni future” con lei, ha commentato la decisione con una nota. “Prendo atto della dichiarazione del sovrintendente Nicola Colabianchi e della decisione della Fondazione Teatro La Fenice, che andrà comunque chiarita nelle motivazioni e a cui si dovrà rispondere in modo opportuno. Mai sono mancata e mai mancherò di rispetto ai lavoratori di nessun teatro, a differenza di quanto invece ho ricevuto dai lavoratori de La Fenice negli ultimi otto mesi, che mi hanno costantemente e sistematicamente diffamata, calunniata, offesa e bullizzata , su social, giornali, Tv, in Italia e in tutto il mondo, con l’intento dichiarato di danneggiare la mia immagine professionale e conseguentemente la mia carriera”. Nella nota viene precisato che è “sufficiente scorrere la cronaca italiana e non solo dalla fine del 2...
Grazia a Minetti, il Quirinale: Nordio chiarisca
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La Presidenza della Repubblica con una lettera al ministero della Giustizia chiede chiarimenti urgenti sugli elementi che hanno portato alla concessione della grazia a Nicole Minetti dopo le rivelazioni di stampa che gettano ombre sulla veridicità di alcuni fatti. Le due versioni - quella dei legali che hanno presentato istanza e quella emersa dall'inchiesta del Fatto quotidiano - "non sono conciliabili", spiega chi ha studiato la domanda di grazia concessa "per motivi umanitari". La grazia, in linea teorica, potrebbe essere revocata . La Presidenza della Repubblica - ha fatto sapere una nota del Colle - ha inviato una lettera al ministero della Giustizia, ossia a Nordio: "In riferimento al decreto di concessione della grazia alla signora Minetti adottato dal Presidente della Repubblica, su proposta favorevole del Ministro della Giustizia, lo scorso 18 febbraio 2026, e alle conseguenti notizie di stampa in ordine alla supposta falsità degli elementi rappr...
Spari a Trump al "nerd prom" e flop sicurezza
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La cena dell'Associazione dei corrispondenti della Casa Bianca è una tradizione mediatica molto attesa e sotto i riflettori, con 2.000 partecipanti che si riuniscono ogni anno per celebrare la libertà di stampa . L'edizione 2026, trasformata in una serata di terrore per l' irruzione di un uomo armato , era la prima a cui Donald Trump aveva accettato di partecipare , dopo il suo rifiuto dell'anno scorso, il quarto tra il suo primo e secondo mandato alla Casa Bianca. Soprannominata il " nerd prom " (l'evento in cui ci si veste elegantemente come al ballo di fine anno, il "prom", per celebrare il giornalismo politico , definito scherzosamente "da nerd"), la serata di gala in un hotel di Washington rappresenta un momento fondamentale di democrazia, una tradizione risalente al 1920: il titolare della Casa Bianca si ritrova con tutti i giornalisti che quotidianamente lo "seguono", insieme a una nutrita schiera di star. È u...
Decreto lavoro, un provvedimento di parte
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l sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon ha dichiarato di recente che il governo “metterà a terra (sic!) la legge delega sul salario giusto ed equo”, dando così attuazione a quanto previsto dalla legge n. 144 del settembre scorso. Secondo quest’ultima il governo dovrebbe emanare una serie di decreti legislativi con lo scopo di “assicurare trattamenti retributivi giusti ed equi, contrastare il lavoro sottopagato, stimolare il rinnovo dei contratti collettivi nazionali e contrastare fenomeni di dumping sociale”. Sennonché il problema è che per il governo il salario minimo che i datori dovranno adottare dovrà essere quello previsto dal contratto collettivo “più applicato”, senza alcuna verifica sul fatto che quel contratto contenga effettivamente condizioni di remunerazione accettabili. E il bello è che, per rafforzare questa previsione, viene invocato il principio di libertà sindacale che campeggia nel 1° comma dell’art. 39 Cost. Verrebbe da dire: povera Costituzione bistrattata e inv...
Daunisi dalla Calabria senza frontiere
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Fondata nel 1971 a Parigi, “Medici senza frontiere” cura ogni giorno migliaia di persone in tutto il mondo laddove ci sono guerre, epidemie, catastrofi naturali, povertà e assiste, come fa anche in Italia, quei migranti che per molti regimi politici rappresentano “un peso” e non esseri umani. È una ONG umanitaria e indipendente, che trova spesso anche i bastoni tra le ruote da parte della politica e della società nei Paesi in cui opera. I numeri però sono importanti e molte vite vengono salvate grazie alla sensibilità di chi sostiene con il proprio contributo MSF: 12 milioni di visite mediche, 65 mila operatori sanitari impegnati, presenza in 73 Paesi che presentano criticità. Un’organizzazione che, però, ha una struttura amministrativa importante e autorevole, necessaria per portare avanti ogni progetto di sostegno e assistenza. L’assemblea nazionale della rete italiana, che ha sede a Roma in via dei Caudini, dove operano circa 100 persone nei comparti Comunicazione, Finanza, Gestione...
25 aprile, Bella ciao e i papaveri rossi i simboli
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Bella Ciao e i papaveri rossi sono da sempre simboli indiscussi del 25 aprile. L a canzone Bella Ciao è diventata celebre in tutto il mondo, tradotta in tutte le lingue, anche in farsi per la giovane Masha Amini , la ragazza iraniana arrestata dalla polizia iraniana per non aver indossato correttamente il velo e morta in circostanze misteriose, o rivisitata da artisti ucraini nella guerra contro la Russia. E' stata perfino inserita in una serie Netflix molto famosa La Casa di Carta . L'origine di Bella Ciao, tuttavia, non è proprio certa. Pur essendo universalmente noto come l'inno dei partigiani, esistono anche dubbi che il brano fosse realmente cantato durante la seconda guerra mondiale. Di sicuro questa canzone il pubblico l'ha conosciuta al Festival di Spoleto del 1964 , che la presentò come inno delle mondine e dei partigiani. In ogni caso è diventata la canzone inno di chi lotta per le libertà, non a caso ...