Pepe e Sculli indagati per falso ed estorsione


Gravi accuse quelle rivolte nei conftonti di Simone Pepe e Giuseppe Sculli. Il pm Saverio Francesco Musolino ha imputato ai due ex calciatori il reato di esercizio abusivo della professione di agente sportivo in quanto avrebbero svolto attività di procuratori senza la necessaria abilitazione. I due, inoltre, sono indagati dalla procura di Roma per falso e tentata estorsione: secondo l'accusa, avrebbero curato trattative e accordi economici per giovani promesse del calcio e depositato al CONI contratti con firme false.

Gli avvocati Cesare Placanica ed Ernesto Rodriguez, difensori di Sculli e Pepe, hanno respinto le accuse: "L'ipotesi accusatoria è destituita di ogni minimo fondamento. In particolare, incredibilmente, non tiene in alcun conto il giudizio del collegio di garanzia del Coni che ha disposto una perizia calligrafica che ha dimostrato l'autenticità delle firme ritenute false, dato in veritiero quindi che, malgrado ciò, costituisce il pilastro dell'accusa. Peraltro, come noto all'ufficio inquirente, la stessa presunta persona offesa Costantino Favasuli ha inteso comunicare alla procura la propria volontà di non procedere nei confronti degli indagati".