Di tanto in tanto la popolazione calabrese si trova “regalato” un servizio, nel caso di trasporto collettivo, che si mostra motivo di entusiasmo, di festa e tripudio: che a noi calabresi basta poco per renderci felici. È quanto è accaduto Il 6 luglio scorso, data in cui è tornato a viaggiare l’Intercity diretto Roma–Reggio Calabria lungo la linea ionica. E per come annuncia la stessa Trenitalia: “Il nuovo collegamento estivo di Trenitalia (Gruppo FS), attivato in via sperimentale, consente di unire la Capitale con entrambe le principali direttrici calabresi, ionica e tirrenica. Dopo oltre vent’anni, la fascia ionica della Calabria torna a essere collegata a Roma senza cambi, migliorando così l’accessibilità tra i due territori “. A parte il giubilo di alcuni, davvero ingiustificato per così poco, ci sono tanti temi, alcuni decisamente contraddittori, in questa notizia che hanno suscitato la mia curiosità ed attenzione. In primo luogo, è il caso di dire che non tutta la ionica Calabrese potrà fruire di questo treno, perché, per come comunica la stessa Trenitalia: “i treni viaggeranno in composizione doppia tra Roma e Lamezia Terme, dove saranno separati: una sezione proseguirà verso Reggio Calabria lungo la linea tirrenica, mentre l’altra raggiungerà Reggio Calabria innestandosi sulla linea ionica a Cz Lido”. Città e Territori come Crotone ed il crotonese non verranno servite. In secondo luogo, mi chiedo che cosa si intende per “attivato in via sperimentale? Un servizio di trasporto pubblico reso da una società interamente controllata dallo Stato italiano che nel caso, sana, o prova ad iniziare a lenire, una lacuna di un diritto essenziale, non dovrebbe essere un esperimento, magari solo finalizzato alle quote di turismo estivo intercettabili. Semmai l’inizio, finalmente, di una azione tesa a garantire stabilmente ed ordinariamente integrazione e pari opportunità a comunità altrimenti emarginate e penalizzate. In terzo luogo, è questa è una buona notizia, l’attivazione del collegamento è resa possibile dall'impiego dei nuovi convogli Intercity ibridi, in grado di operare sia sulle tratte elettrificate sia su quelle prive di alimentazione aerea. Infatti, viene usato l’Elettrotreno HTR 312/412, precedentemente noto con la denominazione commerciale di Hitachi Blues sviluppato e prodotto da Hitachi Rail anche negli stabilimenti di Reggio C, uno dei pochi presidi industriali calabresi erede della storica O. ME.CA. Lo sviluppo tecnologico di questi treni a multi-alimentazione ha consentito di sopperire alla storica assenza di elettrificazione sulla linea ionica Cz- RC. Da anni si parla di progetti, di opportunità, di attenzione, ma allo stato rimangono solo le parole e la propaganda, preferendosi, nonostante tutto, continuare ad impegnare ingenti risorse su un’opera inutile e dannosa come il ponte sullo stretto. Nella nostra regione la connessione tra mobilità ferroviaria tra reti lunghe (Alta Velocità/Lunga Percorrenza) e reti corte (Trasporto Regionale/Metropolitano) continua ad essere una criticità non affrontata per come si dovrebbe. Favorire l'intermodalità continua ed ordinaria dovrebbe essere la priorità assoluta ed invece si continua a non perseguirla adeguatamente. Un treno in più non cambia la vita, in una terra storicamente sacrificata dall’assenza di servizi pubblici adeguati. Sarebbe tempo di cambiare radicalmente approccio e pensare alle opere, ai servizi pubblici in funzione della qualità della vita, del buon lavoro invece che ad alimentare circuiti finanziari ed economici spesso speculativi.
Massimo Covello
