Ora in libreria "Racconti da un altrove"
Come presenteresti il tuo libro a un lettore in 20 secondi, senza “vendere”, ma incuriosendo?
Lo presenterei spiegando che è un insieme di nove storie dove si intrecciano situazioni molto diverse tra loro, umane, a volte ironiche, a volte crude, a volte spiazzanti.
Sono storie in cui i personaggi cercano una loro identità. Non sempre ci riescono. Non sempre trovano risposte, ma nel percorso scoprono qualcosa di vero su sé stessi e sugli altri.
Che tipo di lettore lo amerà di più? E in quale momento della vita consigli di leggerlo?
Credo che sia adatto a tutti i tipi di lettori anche perché non credo che si possa e debba catalogare chi legge un libro. Poi, ogni momento della vita è sempre buono per leggere. Non solo il mio, ma qualsiasi libro. Leggere apre le coscienze e dà la possibilità di approfondire le proprie conoscenze ma anche di confrontarsi
Credo che sia adatto a tutti i tipi di lettori anche perché non credo che si possa e debba catalogare chi legge un libro. Poi, ogni momento della vita è sempre buono per leggere. Non solo il mio, ma qualsiasi libro. Leggere apre le coscienze e dà la possibilità di approfondire le proprie conoscenze ma anche di confrontarsi
Qual è l’emozione che vuoi lasciare: conforto, coraggio, stupore, rabbia, speranza…?
Soprattutto speranza. Che sia però una speranza concreta: mi spiego: vorrei che fosse una speranza che partorisca l’idea che anche nelle situazioni più buie di possa trovare un gesto umano, una connessione.
Soprattutto speranza. Che sia però una speranza concreta: mi spiego: vorrei che fosse una speranza che partorisca l’idea che anche nelle situazioni più buie di possa trovare un gesto umano, una connessione.
Se dovessi scegliere una sola parola chiave per descriverlo, quale sarebbe? E perché proprio quella?
Autenticità: perché ogni personaggio cerca di togliersi in modo differente, la maschera che il mondo gli ha fatto indossare.
Autenticità: perché ogni personaggio cerca di togliersi in modo differente, la maschera che il mondo gli ha fatto indossare.
C’è un personaggio/voce che secondo te rimane nel cuore del lettore? Chi e per quale motivo?
Ci sono più personaggi che possono restare impressi. Il bambino che scappa dalla guerra, la zanzara ribelle e anticonformista. Ma anche Ophelia trasportata in una pulsante New York. Sono figure che hanno a modo loro un legame, una empatia che fa riflettere. Il lettore si immedesima facilmente e poi si porta dietro la loro piccola vittoria.
Ci sono più personaggi che possono restare impressi. Il bambino che scappa dalla guerra, la zanzara ribelle e anticonformista. Ma anche Ophelia trasportata in una pulsante New York. Sono figure che hanno a modo loro un legame, una empatia che fa riflettere. Il lettore si immedesima facilmente e poi si porta dietro la loro piccola vittoria.
Qual è l’elemento più originale o più “tuo” di questo libro?
L’idea di mischiare storie molto diverse tra loro ma farle parlare tutte della stessa cosa: la ricerca di sé e del legame autentico. È un po’ il mio modo di vedere il mondo.
L’idea di mischiare storie molto diverse tra loro ma farle parlare tutte della stessa cosa: la ricerca di sé e del legame autentico. È un po’ il mio modo di vedere il mondo.
A quale domanda dei lettori ti piacerebbe rispondere durante una presentazione dal vivo?
Mi piacerebbe che mi chiedessero da dove nascono queste storie: se sono immaginate o se hanno radici nella realtà. La risposta, in realtà, è che spesso stanno un po’ nel mezzo. Tra l’altro c’è una storia realmente accaduta e che mi ha colpito particolarmente.
Mi piacerebbe che mi chiedessero da dove nascono queste storie: se sono immaginate o se hanno radici nella realtà. La risposta, in realtà, è che spesso stanno un po’ nel mezzo. Tra l’altro c’è una storia realmente accaduta e che mi ha colpito particolarmente.
Se il libro diventasse un film/serie, che atmosfera vorresti: cruda e realistica, poetica, ironica, thriller…?
Cruda e realistica, come il cinema dei Dardenne o di Ken Loach. Niente filtri, niente abbellimenti, solo la vita delle persone ripresa da vicino, con quella camera a mano che ti mette dentro la scena senza chiederti il permesso. Le storie di questo libro cercano esattamente quella onestà.
Cruda e realistica, come il cinema dei Dardenne o di Ken Loach. Niente filtri, niente abbellimenti, solo la vita delle persone ripresa da vicino, con quella camera a mano che ti mette dentro la scena senza chiederti il permesso. Le storie di questo libro cercano esattamente quella onestà.
Quali tre aggettivi useresti per descrivere lo stile del tuo libro?
Empatico, reattivo e intimo
Empatico, reattivo e intimo
Che cosa vorresti che un lettore dicesse a un amico dopo averlo letto?
Leggilo quando hai bisogno di sentirti meno solo.
Leggilo quando hai bisogno di sentirti meno solo.
Se potessi dedicare questo libro a una categoria di persone (anche simbolica), a chi lo dedicheresti?
A chi si sente solo, a chi si sente fuori posto. Ovunque, in qualsiasi momento della vita. Questo libro è per loro, per dirgli che quello spaesamento, spesso, è esattamente il punto di partenza giusto
A chi si sente solo, a chi si sente fuori posto. Ovunque, in qualsiasi momento della vita. Questo libro è per loro, per dirgli che quello spaesamento, spesso, è esattamente il punto di partenza giusto
