Caso Modena e l'ignoranza dei politici al governo

L’atteggiamento del Terzo Reich nei confronti della questione giudaica è ben noto e si riassume nell’assioma per cui esiste una sola razza eletta (quella germanica) che deve dominare ed asservire il mondo. Quanto agli “altri” un ruolo speciale dovevano avere gli ebrei, destinati come erano a scomparire dalla faccia della terra.

A questo scopo, il 20 gennaio 1942 a villa Marlier, sul lago Wannsee alla periferia di Berlino, si tenne una tristemente celebre Conferenza. Vi parteciparono, sotto la guida di Reinhard Heydrich (il “boia di Praga”), quindici esponenti di alto profilo del regime nazista allo scopo di definire gli ultimi dettagli della “soluzione finale della questione ebraica”.

Si discusse di dettagli amministrativo-contabili in cui si intersecavano razzismo e burocrazia e il diritto mostrò la sua faccia peggiore: un diritto pura espressione di forza, non corretto da principi morali extra-giuridici. Dal verbale redatto da Adolf Eichmann apprendiamo che si discusse, oltre che sui metodi dello sterminio, anche sui confini esatti dell’appartenenza alla razza ebraica e quindi delle categorie di individui cui doveva applicarsi la “soluzione finale”.

Vi fu in particolare una discussione particolarmente lunga ed animata circa il trattamento da destinare ai mezzi-ebrei o mezzi-ariani nonché agli ebrei che avevano contratto matrimonio misto. Quest’ultima categoria, infatti, secondo le leggi di Norimberga, pur essendo discriminata, godeva di qualche privilegio rispetto agli “ebrei puri”.
Senza entrare in ulteriori e raccapriccianti dettagli basti ricordare che si volle mantenere la distinzione e si concesse a questa categoria il privilegio della “sterilizzazione” volontaria (sempre meglio dell’annientamento sistematico attuato nei confronti degli ebrei puri).
Queste lontane vicende mi sono venute in mente quando ho letto le deliranti dichiarazioni di importanti esponenti della maggioranza che ci governa e dei giornali con essa sodali circa la privazione della cittadinanza italiana nei confronti del cittadino italiano di origine marocchine Salim El Koudri, responsabile dell’orrendo crimine di Modena.
Non si tratta solo di evidenti svarioni giuridici, come è stato da tante parti rilevato, quanto piuttosto dell’idea di fondo che c’è dietro. Un’idea che riporta pari pari alla distinzione fra razze superiori e razze inferiori, fra razze che non delinquono e razze naturalmente portate a delinquere.
Al fondo c’è quella classificazione delle colpe sulla base di criteri etnico-religiosi che, secondo Michele Serra, “è una scemenza proprio dal punto di vista della comprensione dei fatti”.
Questo è e non ho molto da aggiungere.
Oreste Mazzotta