Il 3 maggio la giornata dei giornalisti uccisi


Il 3 maggio, in concomitanza con la Giornata mondiale della libertà di stampa voluta dall'Unesco, sarà la Giornata nazionale dei giornalisti uccisi nello svolgimento della loro professione. A dare il via libera è stato il Senato, che ha approvato all’unanimità il ddl a prima firma del deputato Paolo Emilio Russo (FI). “Sempre dalla parte della ricerca della verità", ha commentato il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all'informazione e all'editoria, Alberto Barachini.  “Il Dipartimento per l'informazione e l'editoria è onorato di pubblicare i nomi dei giornalisti caduti sul proprio sito istituzionale". A citare in Aula i nomi di numerosi giornalisti italiani uccisi è stato Ivan Scalfarotto (Iv). Tra questi, quelli di Ilaria Alpi e il fotoreporter Miran Hrovatin, assassinati a Mogadiscio nel 1994, dove lavoravano come inviati per il TG3. Ma anche Giancarlo Siani, assassinato dalla camorra nel 1985, e Maria Grazia Cutuli, uccisa a Sarobi, in Afghanistan, il 19 novembre del 2001, lo stesso giorno in cui uscì il suo ultimo articolo sul Corriere della Sera. E poi Giuseppe Impastato, assassinato a 30 anni nel 1978, in seguito alle sue numerose denunce contro le attività di Cosa Nostra. L’iniziativa italiana arriva all’indomani dell’anno in cui si è segnato il record del maggior numero di giornalisti e operatori dei media uccisi nel mondo: ad affermarlo è il report del Comitato per la Protezione dei Giornalisti (CPJ).  Secondo il rapporto, dei 129 reporter morti nello svolgimento del loro lavoro, quasi la metà sono stati uccisi a Gaza. Nel 2025 è anche aumentato il numero di giornalisti e operatori dei media uccisi in Ucraina e in Sudan, raggiungendo rispettivamente quattro e nove vittime in ciascun paese. In generale, almeno 104 dei 129 giornalisti e operatori dei media sono stati uccisi nel corso dei conflitti nel 2025.

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