Ha 80 anni ma non li dimostra


Oltre che festeggiare serve fare memoria, recuperare pensiero critico e conoscenza, della pagina fondativa della nostra democrazia: il 25 Aprile del 1946, epilogo della lotta di liberazione dal nazifascismo! Serve perché intere generazioni, soprattutto le ultime, rischiano di essere fuorviate, subdolamente, da una narrazione che vuole obliare la realtà, ed arrivare a mettere sullo stesso piano fascismo e antifascismo, a negare la lotta di resistenza partigiana e popolare. Ammantata da volontà conciliativa questa lettura della storia nasconde una verità ben più pericolosa: si prova a rivendicare come legittime ed accettate, qui ed ora, le idee, le pratiche, la cultura del fascismo. In un contesto generale nel quale vengono messe in discussione la democrazia, la pace, il diritto internazionale, la coesistenza ed il rispetto dei diritti umani, questo revisionismo determina derive pericolosissime e rischia di collocare il nostro paese fuori dalle tradizioni solidaristiche basate sui principi delle libertà politiche e della giustizia sociale. Un cedimento subalterno, come dimostra l’azione del governo Meloni, alle peggiori logiche tiranniche e genocide dei Trump e dei Netanyahu, che stanno portando il mondo alla catastrofe. Un sovvertimento dei principi costituzionali che hanno, retto nonostante tutto, culturalmente ed istituzionalmente il nostro paese negli ultimi 80 anni. A quel 25 Aprile del 1946 si era arrivati dopo oltre 20 anni di dittatura fascista. Nessuno dimentichi che la liberazione dal nazifascismo in tutt’Europa fu il risultato di operazioni militari degli eserciti alleati ed in Italia anche dalla straordinaria azione delle brigate partigiane. Cosi come sarebbe da far studiare e far conoscere davvero cosa è stata la Repubblica sociale italiana (RSI), lo stato fantoccio collaborazionista dei nazisti, istituito da Mussolini nel Nord Italia dopo l’armistizio dell’8 Settembre del 1943. La ferocia dei repubblichini contro i partigiani e gli antifascisti. Sono passati 80 anni da quelle atrocità ed il 25 Aprile rimane e lo sarà per sempre, il fondamento storico e morale della nostra Repubblica. Se la nostra Costituzione, nata dalla resistenza, viene continuamente messa in discussione dalle forze reazionarie e regressive del nostro paese, è proprio perché essa codifica i valori di libertà, pace, uguaglianza, giustizia sociale, conquistati con la lotta partigiana. Non dimentichiamolo mai: la Costituzione italiana è antifascista e nata per impedire il ritorno del regime fascista, per come sancito anche dalla XII disposizione transitoria finale.



Massimo Covello

Sindacalista