Duplicazione delle poltrone, miracoli calabri
Altro che moltiplicazione dei pani e dei pesci, i miracoli che si fanno in terra di Calabria hanno una marcia in più. Da queste parti si fanno lievitare le “poltrone”. E sono tante, ma davvero tante e sempre di più. E naturalmente tutte lautamente retribuite. E allora capita che dopo l’allargamento della Giunta regionale, portata da 7 a 9 assessori, il governo regionale del Presidente Roberto Occhiuto pensa anche che sia il caso di regalarsi due sottosegretari alla Presidenza. Cosa faranno? Di cosa si occuperanno? Come cambieranno la vita dei calabresi? Mah, da quanto si riesce a capire queste due nuove figure non hanno compiti specifici o particolari. E quindi? Beh, possono partecipare alle sedute della Giunta, ma hanno solo un ruolo consultivo, dunque non hanno diritto di voto. Detto ciò, quanto è invece molto chiaro è il loro trattamento economico. Ecco, per ognuno dei sottosegretari il “quibus” è di 15mila euro. Mica quisquilie, direbbe il grande Totò. La figura dei sottosegretari regionali è stata introdotta e regolamentata attraverso una recente e discussa riforma dello Statuto della Regione (Legge Regionale n. 2 del 29 gennaio 2026). La legge era stata inizialmente promulgata a febbraio 2026, ma la procedura è stata revocata e ripetuta a marzo 2026 per sanare un errore formale. A fine marzo il passaggio in aula. Le opposizioni infuriate hanno criticato la legge definendola un “poltronificio” e comunque un aggravio di costi per le casse regionali. Hanno ovviamente ricordato che la nostra è una regione che ha bisogno di tutto, dai servizi sanitari essenziali alla tutela dei territori, dai trasporti etc etc, e tra tante emergenze il governo regionale che fa? Pensa invece a fare lievitare le poltrone. All’indomani del voto sulle nuove e contestate figure, le forze di opposizione hanno anche convocato una conferenza stampa in quel di Lamezia Terme annunciando l’attivazione per una proposta di Legge di iniziativa Popolare per modificare la normativa attuale e abolire le poltrone ritenute superflue. Hanno pure comunicato una mobilitazione per la raccolta delle firme necessarie. Un percorso, questo della Legge Popolare, che non ha convinto associazioni come Codacons e i movimenti nati tra i cittadini che criticano la linea scelta dall’opposizione ritenuta non adeguata e spingono invece perché si vada verso un referendum abrogativo. Vedremo ora cosa succederà. Ci sarà un seguito alle grandi proteste dei primi giorni oppure tutto passerà sottotraccia?Pasquale Roppa
