18 lupi uccisi nel parco nazionale Abruzzo
Sale a 18 il numero dei lupi uccisi in pochi giorni nel territorio del Parco nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise. La sinistra coincidenza dei ritrovamenti proprio nella Giornata della Terra, l’appuntamento annuale dedicato alla cura del Pianeta, rende ancora più triste la realtà. Le ultime vittime sono state rinvenute senza vita tra Pescasseroli, Bisegna e Barrea, insieme a 3 volpi e una poiana, mentre le prime dieci erano state tra Alfedena e Pescasseroli, sempre nelle aree contigue al Pnalm. Un’azione sistematica e prolungata che, anche se in alcuni casi non sono stati ancora trovati i “bocconi”, rafforza in modo gravissimo il sospetto di avvelenamento, soprattutto per la presenza contemporanea di più specie morte negli stessi contesti. il Wwf Italia parla di una vera e propria emergenza ambientale. "Siamo davanti a una strage continua che colpisce il nostro patrimonio naturale", afferma l'associazione, sottolineando come l'uso di bocconi avvelenati rappresenti un atto criminale contro la biodiversità e un rischio anche per la sicurezza pubblica.
Secondo il Wwf, la procura di Sulmona è al lavoro per individuare i responsabili, mentre si chiede la collaborazione delle comunità locali. "Chi giustifica questi reati è complice", avverte l'associazione, ricordando che il veleno non colpisce solo i lupi, ma anche altri animali selvatici e domestici.
Particolare preoccupazione viene espressa per l'orso bruno marsicano, specie simbolo dell'area e già ridotta a poche decine di individui, che vive proprio nelle zone interessate dai casi di avvelenamento.
Il Wwf ricorda inoltre che il ministero della Salute ha ribadito con un'ordinanza dell'8 agosto 2025 il divieto di uso e abbandono di esche avvelenate, sottolineando i gravi rischi per ambiente e salute pubblica. L'associazione chiede interventi più incisivi, tra prevenzione e sanzioni efficaci, e si dice disponibile a supportare le autorità con le proprie unità cinofile anti-veleno nelle operazioni di bonifica.
