“Sono papa Leone” ma la banca riattacca

Circa due mesi dopo l’elezione a Pontefice, Robert Francis Prevost, ovvero Papa Leone XIV, telefonò alla sua banca negli Stati Uniti, ma presentandosi non fu creduto. L’aneddoto è stato raccontato da un suo caro amico, padre Tom McCarthy, a un incontro di fedeli cattolici negli Stati Uniti.


Il Papa si presentò come Robert Prevost, dicendo di voler cambiare il numero di telefono e l’indirizzo registrati presso la banca. Rispose correttamente a tutte le domande del servizio clienti dell’istituto di credito. Ma la donna al telefono gli disse che non era sufficiente e che avrebbe dovuto recarsi di persona in filiale. «Lui rispose: ‘Beh, non potrò farlo’», ha raccontato padre McCarthy in un video diventato virale sui social media. Poi Prevost, insistendo, avrebbe detto alla operatrice: «Cambierebbe qualcosa se le dicessi che sono Papa Leone?». La donna riattaccò. Una piccola grana, dato che Papa Leone, subito dopo l’elezione, avrebbe telefonato anche allo Ior, chiedendo se poteva mantenere il suo conto corrente personale, dopo la nomina a Pontefice.

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