I giovani alla riscoperta della politica


Pare che tra i giovani stia tornando la voglia di fare politica. Ci sono dati convergenti. Come quelli di Ipsos sull’apporto decisivo degli under 30 al recente referendum sulla giustizia o quelli di Eurostat sui ragazzi che partecipano attivamente alla vita politica online, un 31% che in Italia supera abbondantemente la media europea.

Il segnale più recente viene dalle venti organizzazioni firmatarie di “Ci siamo! Potere e libertà per le nuove generazioni", piattaforma di proposte concrete per promuovere il punto di vista e gli interessi di una fetta di società senza rappresentanza. Tra gli ideatori ci sono Tortuga, Arci, Cittadinanzattiva, Scomodo, Acli, Legambiente, Young Caritas, Forum Disuguaglianze Diversità, Dedalus, la più grande cooperativa sociale del sud, e diversi gruppi locali.
Sul fronte educativo, la piattaforma chiede patti territoriali che diano voce agli studenti nella scuola pubblica, e un'università gratuita, a numero aperto, che sappia valorizzare, anche dal punto di vista economico, dottorati e ricerca. Ci si attende poi un salario minimo dignitoso, il contrasto ai contratti-truffa e una pensione di garanzia per chi lavora in modo discontinuo. Un'eredità universale di 15mila euro per ogni diciottenne dovrebbe essere finanziata tassando donazioni e successioni. Sul tema casa, il piano punta a un fondo di garanzia per gli affitti e a un programma pubblico di studentati. Per i giovani con background migratorio, si chiede una riforma organica della cittadinanza. E si chiede soprattutto di rovesciare il senso comune. Ci si attende infine un rinnovamento della pubblica amministrazione che punti sui giovani come risorsa, riformando i concorsi e le condizioni di lavoro. È un programma che, per la prima volta, prova a tradurre il disagio generazionale in agenda politica.

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