Dopo 16 anni chiude Wired Italia


L’azienda editoriale americana Condé Nast, che pubblica tra gli altri VogueVanity Fair e il New Yorker, ha comunicato la chiusura della versione italiana di Wired, tra le più conosciute e rispettate riviste di tecnologia, cultura digitale e innovazioni.

L’amministratore delegato di Condé Nast, Roger Lynch, ha riassunto la riorganizzazione globale che oltre a Wired Italiacomprende anche le riviste Self e Glamour. Lynch dice che queste tre riviste non sono redditizie perché rappresentano poco più dell’1 per cento del fatturato totale del gruppo e continuare a gestirle come fatto finora limita la capacità di Condé Nast di investire. «Per Wiredin Italia stiamo pianificando di cessare le pubblicazioni», ha scritto Lynch. «Sebbene Wired rimanga un marchio globale forte, l’edizione italiana non ha tenuto il passo con la crescita degli altri nostri mercati, tra cui Stati Uniti, Regno Unito, Medio Oriente, Giappone e Messico».

La versione italiana di Wired esisteva dal marzo del 2009, con un sito web una rivista inizialmente pubblicata a cadenza mensile, ridotta negli ultimi dieci anni a un’uscita ogni tre mesi. Il primo direttore in Italia fu Riccardo Luna che, dopo aver costruito il progetto italiano, mantenne l’incarico fino all’estate del 2011 quando Condé Nast affidò la direzione a Carlo Antonelli, a sua volta sostituito da Massimo Russo nel luglio 2013. Dal giugno del 2015 al dicembre del 2024 il direttore è stato Federico Ferrazza, negli ultimi due anni Luca Zorloni.

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