"Gaza è un disastro", "una delle piaghe più presenti in questo momento sono i topi, che mordono. Mordono soprattutto i bambini e Gaza è piena di bambini, si vedono ovunque ma, anzichè andare a scuola, giocano, sporchi, accanto alle fogne". Il cardinale Pierbattista Pizzaballa, in un dialogo con il direttore di Limes Lucio Caracciolo, ha raccontato della sua visita nella Striscia, il 22 e il 23 giugno scorso, con il patriarca greco ortodosso Teofilo III. "Le città sono rase al suolo, livellate, azzerate. Rafah non esiste più. Ciò che a me colpisce di più è il fatto di viaggiare su strade fortuite, in mezzo alle tende, alle fognature. Qui vive la gente di Gaza. Un aspetto che le immagini non rendono sono gli odori", ha proseguito Pizzaballa. "C'è bisogno di empatia con chi non la pensa come noi", è l'appello del Patriarca latino che ha aggiunto, come riferisce Vatican News, come la situazione non accenni ad alcun miglioramento neppure dopo il cessate-il-fuoco perchè, ha aggiunto Pizzaballa, "se un po' di cibo a oggi riesce a entrare, tutto il resto è ancora proibito. I prodotti dual use non possono entrare. E con dual use si intendono persino i banchi di scuola, le matite, i quaderni, il vetro con cui si fanno le finestre. Noi vogliamo riaprire le scuole, ma manca quasi tutto. Si cerca di rimediare riciclando pezzi qua e là. Quel che serve subito, mi hanno detto gli operatori sanitari, è il personale preparato a gestire i traumi psicologici dei bambini e delle mamme. Sarà una questione di cui prendersi cura con la dovuta sensibilità", ha spiegato Pizzaballa.
"Gaza è un disastro", "una delle piaghe più presenti in questo momento sono i topi, che mordono. Mordono soprattutto i bambini e Gaza è piena di bambini, si vedono ovunque ma, anzichè andare a scuola, giocano, sporchi, accanto alle fogne". Il cardinale Pierbattista Pizzaballa, in un dialogo con il direttore di Limes Lucio Caracciolo, ha raccontato della sua visita nella Striscia, il 22 e il 23 giugno scorso, con il patriarca greco ortodosso Teofilo III. "Le città sono rase al suolo, livellate, azzerate. Rafah non esiste più. Ciò che a me colpisce di più è il fatto di viaggiare su strade fortuite, in mezzo alle tende, alle fognature. Qui vive la gente di Gaza. Un aspetto che le immagini non rendono sono gli odori", ha proseguito Pizzaballa. "C'è bisogno di empatia con chi non la pensa come noi", è l'appello del Patriarca latino che ha aggiunto, come riferisce Vatican News, come la situazione non accenni ad alcun miglioramento neppure dopo il cessate-il-fuoco perchè, ha aggiunto Pizzaballa, "se un po' di cibo a oggi riesce a entrare, tutto il resto è ancora proibito. I prodotti dual use non possono entrare. E con dual use si intendono persino i banchi di scuola, le matite, i quaderni, il vetro con cui si fanno le finestre. Noi vogliamo riaprire le scuole, ma manca quasi tutto. Si cerca di rimediare riciclando pezzi qua e là. Quel che serve subito, mi hanno detto gli operatori sanitari, è il personale preparato a gestire i traumi psicologici dei bambini e delle mamme. Sarà una questione di cui prendersi cura con la dovuta sensibilità", ha spiegato Pizzaballa.