Bova. Ricordato Fortunato Velonà,"una mente forte contro gli oppressori


Presentato a Bova  il saggio storico di Letterio Licordari “Fortunato Velonà. Quando l’emigrazione esporta la forza lavoro, l’ideologia e l’arte” (Edizioni Apodiafazzi) incentrato sulla figura di Fortunato Velonà, nativo del luogo, emigrato negli Stati Uniti d’America all’inizio dello scorso secolo. Falegname, poi sarto, di fede socialista e poi tenace antifascista, Velonà (che in gioventù aveva frequentato i circoli socialisti dell’area grecanica del reggino) si era inserito in tempi brevi nella realtà statunitense, divenendo attivo nel sindacato dei tessili e portando avanti i valori della libertà, della giustizia sociale e dei diritti dei lavoratori. Ma era stato collaboratore di diversi giorrnali in lingua italiana (riconosciuti o meno) pubblicati a New York e in altre città, sia con articoli e commenti che, soprattutto, attraverso vignette satiriche, anche nei confronti del fascismo (una, in particolare, fece imbestialire il duce). Inserito nel Casellario Politico Centrale del Ministero dell’Interno quale “sovversivo” e “comunista” (termine usato genericamente anche per anarchici e socialisti libertari come Velonà), era stato al centro delle più importanti manifestazioni di protesta per la dignità dei lavoratori e contro il fascismo, presente e penetrante negli USA attraverso le attività diplomatiche. La presentazione del libro di Licordari (che con questo suo lavoro è stato premiato nella IX edizione del

“Premio Rholfs-Mosino-Karanastasis – Sezione Cultura senza confini” indetto dal Circolo Culturale Apodiafazzi di Bova) è risultata essere un’occasione importante per riflettere sulla storia delle migrazioni nelle comunità della Bovesia, esaminando le principali cause che – come avveniva un po’ ovunque nell’Italia del primo ventennio del Novecento – erano molteplici.
Presenti anche familiari (nipoti di Velonà, divenuto negli USA “Fort Velona”), che hanno arricchito di contenuti e preziosi documenti le notizie sull’emigrato bovese, l’evento culturale è stato introdotto dal sindaco di Bova, Santo Casile, con i successivi interventi di Carmelo Nucera, presidente del Circolo Culturale Apodiafazzi, di Amilcare Mollica, presidente della Fondazione Edoardo Mollica (centro di ricerca legato al mondo accademico calabrese) e con le conclusioni da parte dell’autore. Interventi anche da parte del pubblico presente, tra i quali quelli di Antonino Romeo, Antonino Vadalà e Maurizio Marzolla.